Quando ancora ero in attesa di Sara, mi capitò di vedere una trasmissione in TV dove dei genitori avevano acquistato una culletta che si attaccava al lettone, senza la sponda da un lato. Pensai subito che sarebbe stata molto comoda per l’ allattamento dato che non mi sarei dovuta alzare da letto per prenderla. Devo dire che ho usato quella culla per i primi 8 mesi della bimba e ci è servita davvero tanto. La bimba era attaccata a me ma nel frattempo dormiva nel suo spazio e questa favoriva il sonno di entrambe. Una volta passati alla culla più’ grande abbiamo continuato con lo stesso sistema!! Tolta una sponda l’ abbiamo attaccata al letto !! Da un po’ di tempo pero’ Sara si intrufola nel nostro letto e a dire la verità a noi non dispiace!! Non abbiamo mai avuto paura di farle del male (anzi a dirla tutta chi prende calci e pugni nella notte siamo proprio noi genitori!), né tanto meno come tanti affermano “di viziarla”. Mi sono sempre detta, e così si è poi verificato, che rassicurandola fin da subito, facendole capire che i suoi genitori erano lì per lei ,avrebbe sicuramente poi dormito serena anche nella sua culla!
Molti sono i benefici del co- sleeping e vi consiglio vivamente di adottare questo sistema con i vostri ciccioli! Ecco perché:

 

 

1. Con il co-sleeping il bambino è più sereno
I bambini che dormono con mamma e papà, dicono gli studi, hanno più recettori per la serotonina, l’ormone del buon umore, mentre al contrario uno stress precoce, come quello generato dall’allontanamento dalla mamma, può far calare il numero di questi recettori.

2. In compagnia il piccolo dorme meglio (e anche i genitori!)
Quando il bambino viene lasciato da solo il suo ritmo cardiaco aumenta e si sveglia più frequentemente. Stare a contatto con la mamma, invece, migliora la qualità del sonno. E anche i genitori, che non sono costretti ad alzarsi, riescono a dormire meglio e la mattina si svegliano più riposati

3. Il co-sleeping riduce il rischio di morte in culla
Vicino a mamma e papà, i bambini passano più tempo nella fase 1 e 2 del sonno Rem, quindi hanno un sonno più leggero. Un fattore che secondo diversi studi può avere un ruolo di prevenzione nei confronti della morte in culla. Durante la fase Rem del sonno c’è una maggiore concentrazione di ossigeno nel sangue che rende più efficaci le reazioni di risveglio in caso di disturbi respiratori

4. Con il sonno condiviso dura di più l’allattamento
Chi pratica la condivisione del letto dorme di più e allatta più a  lungo. Quello di dormire nella stessa stanza o addirittura nello stesso  letto può essere una buona strategia per le madri che lavorano o che stanno per tornare al lavoro; almeno la notte potranno attaccare al seno il bambino, con grandi benefici fisici e psicologici, senza rovinarsi il sonno.

5. Dormire con mamma e papà rinforza le difese
Il sonno condiviso implica un numero maggiore di poppate notturne e quindi un maggior apporto di sostanze presenti nel latte materno, capaci di rafforzare le difese immunitarie del bambino. Inoltre se lo si nutre al seno, il sonno è regolato dall’azione di ossitocina e prolattina, ormone prodotto durante l’allattamento che aumenta la durata della fase Rem, quella in cui si sogna. In pratica la mamma avra’ un sonno più vigile, risvegli più frequenti e un riposo più sincronizzato con quello del bimbo.

CO SLEEPING IN SICUREZZA

Paradossalmente, più al bambino verrà data la possibilità di stare vicino alla madre quando lo richiede, più sarà capace, in seguito, di stare da solo. Più verrà accolto il suo desiderio di dipendenza quando è piccolo, più facilmente diventerà, in seguito, autonomo.
Trascurare sistematicamente le richieste di vicinanza del bambino o rispondervi in maniera incostante rallenta o ostacola questo processo di formazione della “sicurezza interiore”.

Mamma, rimani aggiornata!

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