Svezzamento senza stress! L’esperienza di mamma Valeria

Svezzamento senza stressIl periodo durante il quale un bambino passa dall’allattamento esclusivo a una dieta costituita anche da cibi solidi è comunemente conosciuto come svezzamento.

All’alimentazione lattea, ancora eccellente, si andranno gradualmente a integrare alimenti vari, secondo la scelta e i gusti del bambino. È normale, infatti, che a un certo punto siano necessari alimenti diversi dal latte per soddisfare le esigenze nutrizionali dei piccoli, proprio come tutti gli altri mammiferi che passano durante la loro infanzia da un’alimentazione interamente a base di latte a mangiare quello che mangiano gli adulti della propria specie. Si parla proprio di alimentazione complementare perché i cibi dati dovrebbero rendere complete le sostanze fornite dal latte materno.

Il tempo ideale per questo passaggio è intorno ai 6 mesi di vita del bambino, prima di tutto perché, fino ad allora, il latte è il miglior alimento esclusivo da somministrare al cucciolo d’uomo

Dal punto di vista motorio, a circa 6 mesi i lattanti cominciano a star seduti senza sostegno, a coordinare mani e occhi per afferrare il cibo e portarlo alla bocca, perdono il riflesso di estrusione della lingua e riescono a usarla, insieme al labbro superiore, per far restare il cibo in bocca (anche se dato con il cucchiaio) e sviluppano la capacità di masticare (anche senza denti) e ingerire in sicurezza cibi solidi e in maggiore quantità.

Dal punto di vista psichico, gli aspetti emotivi, cognitivi, psicologici e relazionali nel loro complesso a 6 mesi hanno raggiunto una maturazione sufficiente da permettere al bambino di ricercare esperienze gratificanti. A questa età, infatti, il bambino è estremamente interessato all’ambiente circostante, osserva tutto, tutto lo interessa ed è in grado di seguire i movimenti con lo sguardo. Vuole imitare e sperimentare ciò che vede fare, soprattutto da mamma e papà. Il piccolo, che fino a quel momento non ha assunto altro alimento che il latte, non può certo desiderare ciò che non conosce.

Naturalmente non è allo scoccare del 6° mese che ogni bambino è pronto per iniziare a conoscere i cibi solidi. Qualche bambino può esserlo poco prima, qualche bambino anchequalche mese dopo.

In questo articolo in particolare vi parlerò di auto svezzamento attraverso l’esperienza di Valeria, che ha due bimbi e vive in Germania. Ecco cosa mi scrive:

“Allora… inizio con l’esperienza  di auto svezzamento di Lorenzogabriel:
lui era allattato esclusivamente al seno a richiesta e sedeva sempre con noi a tavola per pranzo e cena.. verso i 4 mesi cominciava a guardare il nostro cibo con interesse ma io non ci badai… dopo un mese parlando con la mia ostetrica mi chiese cosa avevo cominciato a dargli da mangiare e io gli dissi nulla perché avrei  voluto aspettare i sei mesi… li mi fece un discorso che mi apri le porte di un nuovo mondo…l auto svezzamento… mi disse che i bambini sviluppano da soli l’interesse al cibo.. loro sanno quando sono pronti e ce lo fanno capire proprio con gesti di interessamento al cibo… e qualche giorno dopo mi regalò un libro  proprio sull’auto svezzamento ..così cominciai subito con del pane, 2 pennette in bianco e qualche straccetto di Pollo  da mangiare esclusivamente con le mani nel suo piattino… inutile dire  che nel giro di un mese cominciò a fare un vero e proprio pranzo ,in pratica 7 mesi lui mangiava già pennette alla bolognese, scaloppine di pollo e verdure grigliate… nulla di frullato.. solo la frutta ho aspettato un po… a 9 mesi gli diedi la prima banana intera (se ne mangiò metà) tra le sue piccole manine… e da li ad un mese (10 mesi in pratica) mangiava mela ,pera, kiwi… tutto con le sue manine… verso un anno ho provato a offrigli una forchetta,abbiamo fatto un po di difficoltà ma in 8 mesi circa siamo riusciti a farlo mangiare  come noi civili… in pratica a due anni mangiava da solo con cucchiaio e forchetta ..
contenta del risultato ottenuto dall’auto svezzamento l’ho riproposto alla piccolina verso i 6 mesi ma con scarsi risultati… ci riprovai a 7, e poi a 8 mesi… dove finalmente vidi questo interesse per il cibo al di fuori della tetta… lei ha preferito sempre e solo la frutta  (esclusivamente  pezzo tra le manine) per un mese intero… a nove mesi siamo riusciti a darle pane e pasta al sugo con la carne…a 10 mesi abbiamo scoperto che lei aveva dei gusti precisi per il cibo… un palato un po’ più fine rispetto al fratello… lei ora ha 22 mesi e mangia tutto tranne verdura verde, pomodori, e pasta in bianco… ama le salse e la carne cotta al forno e da quest’estate (19 mesi circa) mangia da sola con la forchetta… guai con le mani, chiede subito un fazzoletto ???..femmine! Questa è la mia esperienza con dei bambini allattati esclusivamente a richiesta oltre l’anno”.

Auto svezzamento è il termine inesatto ma semplice e immediato per indicare l’alimentazione complementare a richiesta: il più naturale, sano e rispettoso modo per una naturale evoluzione dell’alimentazione dei bambini dall’allattamento ai solidi, guidandoli attraverso il lento e graduale passaggio da una dieta a base di solo latte materno o artificiale all’universo dei cibi “dei grandi” per uno svezzamento senza traumi.
Auto svezzamento è vivere pasti sereni in armonia con tutta la famiglia, pasti durante i quali si mangia tutti assieme e si condivide il piacere della tavola, con tutti i risvolti educativi e culturali che il cibo porta con sé.
Auto svezzamento è mangiare tutti più sano: per condividere il pasto con il loro bambino ed essere certi di offrirgli la cosa giusta, i genitori vengono stimolati a cucinare sano, per se stessi e quindi per i loro figli, e offrire pasti bilanciati.

Ringrazio Valeria per la sua testimonianza e invito tutte a provare l’auto svezzamento per i vostri bimbi!!.

Consigli per la lettura: Io mi svezzo da solo di Pier marini

5 motivi per cui ho detto no al ciuccio!

Ciao a tutte!

In questo articolo voglio parlarvi dei 5 motivi per cui non ho usato il ciuccio per la mia bimba. Prima di proseguire, però, intendo fare una premessa. Questa è semplicemente la mia esperienza, per cui ci tengo a precisare che non demonizzo l’uso di ciuccio e biberon perché credo che ogni mamma debba fare le sue scelte che in ogni caso non sono mai da giudicare.

Detto questo, veniamo al primo motivo. Voi sapete, che mia figlia è nata piccola, ed è dovuta stare per un po’ in ospedale. Subito è stata alimentata con biberon di latte artificiale e spesso le infermiere ricorrevano a glucosata e ciuccio. Infatti quando andavo al nido la trovavo spesso nella sua culla. Una volta a casa, mi sono ripromessa che l’avrei allattata al seno e come prima cosa ho subito pensato che ricorrendo al ciuccio la bimba non si sarebbe poi attaccata spesso e questo avrebbe potuto comprometterne la riuscita. Infatti nei primi giorni dell’allattamento i bimbi vanno attaccati molto spesso al seno poiché questo favorisce la produzione del latte.

Il secondo motivo per cui ho scelto di non usarlo è il seguente. In genere quando si da il ciuccio ad un bimbo, quest’ultimo tende ad ingoiare la sua saliva e sente un senso di sazietà e appagamento che per un po’ lo renderà tranquillo. Purtroppo però dopo un po’ il bimbo diverrà più irrequieto di prima e ve lo ritroverete più lamentoso e scocciato!

Il terzo motivo è legato ai racconti di mia madre che mi dice sempre che io da piccola stavo perennemente col ciuccio!! Non so perché ma quando ci penso non posso fare altro che immaginarmi con un “tappo” in bocca!!

E da qui veniamo al quarto!! Ho sempre pensato che il ciuccio non favorisce il linguaggio del bimbo! Infatti un bimbo che sta sempre col ciuccio, non dico che parlerà più tardi ma di sicuro non sarà stimolato!!

L’ultimo motivo è legato a questa frase: “ma la tua bimba ancora ciuccia al seno? Non starà scambiando il seno come ciuccio??” Scusate ma io odio questa frase!! Semmai è vero il contrario! Da che mondo è mondo il bimbo ciuccia prima al seno della madre e poi caso mai prende il ciuccio!! Quindi scambia il ciuccio come seno!!

Questo è ciò che penso riguardo l’ uso del ciuccio!! E vorrei anche aggiungere che spesso si dice che il ciuccio prevenga la SiDs. (Sindrome della morte improvvisa del lattante) Questo è vero, ma solo quando non si allatta al seno!! Per cui è più corretto dire che per prevenire la SiDs è consigliabile allattare al seno ma se non si può allora si può ricorrere al ciuccio!

Ribadisco che ciò che ho scritto è frutto della mia esperienza personale e ci tenevo a condividerla con voi!

Crescendo in musica

Crescendo in musicaDa qualche mese stiamo frequentando un laboratorio creativo-musicale con la nostra bimba. Ho pensato quindi di condividere con voi quest’esperienza di cui io e mio marito siamo molto entusiasti.
Incuriositi da un’ open day” abbiamo deciso di partecipare al primo incontro… Da subito abbiamo trovato un ambiente accogliente con bimbi dell’età di Sara con i propri genitori Ci hanno subito spiegato che la presenza del genitore è importante perché è la figura di riferimento per il bimbo, che è portato quindi a ripetere ciò che viene proposto durante il corso .
Noi mamme e papa’ siamo seduti a terra insieme ai bambini. Cantiamo, balliamo e sorridiamo insieme a loro. La lezione dura quarantacinque minuti in cui c’ e’ tana musica cantata e movimenti liberi e fluenti, spontaneamente ispirati dalla musica.Vengono inoltre usati accessori quali fazzoletti colorati, cuscini, foulard, grandi teli, piccoli strumenti musicali adatti alla manipolazione da parte dei bambini

L’ obbiettivo del laboratorio è quello di avvicinare precocemente il bambino al mondo dei suoni e alla musica, stimolare la sua creatività e la sua sensibilità attraverso esercizi ritmici, melodici e di coordinazione motoria, consentendogli di divertirsi e allo stesso tempo iniziare ad ampliare il proprio linguaggio espressivo.

L’attiva partecipazione del genitore è indispensabile affinché gli esercizi ed i canti siano eseguiti con successo, quindi è fondamentale l’atteggiamento e l’ascolto dell’adulto accompagnatore.

Questa metodologia educativa affonda le sue radici in alcuni dei principi base della Music Learning Theory di Edwin Gordon e si sviluppa intorno ai successivi approfondimenti e ricerche di Beth Bolton e i contributi del comitato scientifico italiano della Associazione InternazionaleMUSICA IN CULLA

Nell’atteggiamento di ascolto reciproco, “Musica in Culla”  riconosce il fondamento per il potenziamento della comunicazione musicale e nel silenzio individua l’ambito privilegiato di risonanza interiore degli stimoli ricevuti.

Il percorso di apprendimento proposto è teso ad accompagnare il bambino dall’essere accolto al diventare autonomo, sia musicalmente che emotivamente, attraverso gli elementi di ascolto e potenziamento dell’autostima.

La musica è importante e sarebbe opportuno che i bambini sin da piccoli si avvicinassero a questa affascinante disciplina. I corsi sono adatti per la fascia d’ eta’ 0-3 oppure 3-6.

Srcondo l’ACP, (associazione culturale pediatri) cimentarsi nel canto o nel suonare anche in modo rudimentale uno strumento migliorerebbe le connessioni cerebrali rendendo la mente più adattabile ai cambiamenti. Uno studio recente -mostra come il cervello dei bambini esposto alla musica sia particolarmente plastico non solo quando il piccolo fa le sue prime esperienze alla scuola materna, ma addirittura prima che inizi a camminare e parlare. Non è difficile però credere che ascoltare o provare a produrre una melodia stimoli la creatività e possa rendere più sereni e positivi nei confronti degli stimoli esterni. Canticchiare poi una canzoncina al proprio pargolo ancora in fasce è uno dei modi più semplici e spontanei per comunicare con lui e farlo interagire con noi.

Consiglio a tutte voi di frequentare un laboratorio di “musica in culla” insieme ai vostri bimbi, vedrete che sarà davvero una gran bella esperienza!!

Per approfondire l’argomento visita i siti (clicca sui link):  

Nati per la musica & Musica in culla

 

Vi consiglio i prodotti Weleda!

Vi consiglio i prodotti WeledaIn questo articolo vorrei parlarvi di alcuni prodotti per la cura del corpo che uso per me e la mia bimba. Si tratta dei prodotti Weleda.

Ho conosciuto quest’ azienda grazie ad una applicazione che permette di verificare INCI dei prodotti a cui sono sempre molto attenta da quando è nata la mia bimba. In primis ho usato il bagnoschiuma alla calendula, che ha un ottimo INCI e poi ho provato altri prodotti di questa linea, specifici per i bimbi più piccoli. Mi sono davvero trovata molto bene e ve li consiglio.

Nei primi giorni e mesi di vita i bebè hanno particolarmente bisogno di protezione: la loro pelle, cinque volte più sottile di quella di un adulto, è delicata ed indifesa non riesce ancora a svolgere tutte le funzioni protettive. Fuori dal grembo materno, improvvisamente proiettata nel mondo, è, infatti, esposta a numerosi stimoli esterni e ha quindi bisogno di essere trattata solo con prodotti di massima naturalezza e delicatezza che possano offrirle la protezione necessaria per un sano e armonioso sviluppo del bambino.
Per questo Weleda ha sviluppato prodotti altamente dermocompatibili, privi di conservanti, coloranti, oli minerali e fragranze di sintesi.
Formulati con olio di mandorle dolci e di sesamo bio e arricchiti da estratto di calendula, da coltivazione biodinamica, e camomilla bio, i prodotti della Linea Baby alla Calendula di Weleda indicano alla pelle del neonato e del bambino piccolo la strada migliore per attraversare senza traumi questo delicato periodo, avvolgendolo in un naturale guscio protettivo

.La Linea Weleda Baby Derma Malva Bianca, 100% naturale certificata e formulata in collaborazione con ostetriche, si prende cura della pelle ipersensibile tendente a dermatite atopica, proteggendola sin dai primi giorni di vita. L’estratto di malva bianca bio e selezionate sostanze naturali provenienti da coltivazioni biologiche controllate, attenuano il prurito e riducono l’irritazione. I prodotti della Linea Baby Derma Malva Bianca sono privi di qualsiasi profumazione per offrire al piccolo un trattamento completo e altamente lenitivo e sostenere così le naturali funzioni protettive della pelle.

Dal punto di vista antroposofico la Malva Bianca agisce in maniera completa sui processi del sistema neurosensoriale della pelle (epidermide). Mitiga l’effetto di un eccesso di stimoli esterni, calma e protegge la cute molto sensibile. Trae la forza di cui si serve per agire in questo senso soprattutto dai polisaccaridi presenti nelle sue radici. Insieme all’acqua essi creano un gel organico, un muco.
Questa mucillagine dà umidità ed ha un effetto particolarmente lenitivo nei confronti degli stimoli esterni, avvolgendo così la pelle in un involucro calmante. In questo modo la cute ipersensibile viene calmata e meglio protetta dalle influenze dell’ambiente e contemporaneamente viene sostenuta nel suo sano sviluppo.

Biscotti Veg

Biscotti VegProcedimento

Semplicissimo:

Mescolare tutto, formare dei piccoli biscottini schiacciati e infornare in forno caldo a 180° per 10-15 minuti

Ingredienti

– 60ml olio semi
– 80/90g zucchero
– 30ml latte vegetale o acqua
– 150g farina
– Mezzo cucchiaino di lievito in polvere per dolci
– Cioccolato fondente a pezzetti q.b.
Mamma, rimani aggiornata!

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